Economia


Assediati dal caro vita PDF Stampa E-mail
assediati dal caro vitaL’eredità di Prodi <Siamo nell'euro>. Il faccione di Prodi, bloccato in un'ebete espressione da scemo del villaggio, è ancor oggi ben impressa nelle menti di milioni di Italiani. Quel giorno, l'Italia, a prezzo di "sudore, lacrime e sangue" versati a fiumi, entrava nei dignitari d'Europa che potevano vantare l'Euro come moneta nazionale. Peccato che allora nessuno avrebbe immaginato quanto sudore, quante lacrime e quanto sangue la nuova valuta ci avrebbe fatto versare. E ancora oggi, illusi da valori dell'inflazione che ai più possono apparire trascurabili, non abbiamo forse idea di quanto ci sia costato quell'improvvido annuncio del nostro amato Mortadella. A chiarirci le idee ci hanno in compenso pensato le associazioni dei consumatori. Dal 2002, quando una lira mai abbastanza rimpianta ha fatto posto alla nuova moneta, gli aumenti sono stati quantificati in qualcosa come 7.635 euro. O 1.300 euro all'anno, se preferite. E se i grandi numeri non sono il vostro forte, basti sapere che ogni mese 100 euro vanno a farsi benedire per gli aumenti.
 
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Natale sempre più freddo PDF Stampa E-mail
 Il caro spesa condiziona le festività in molte famiglie Per molti il Natale rischia di essere solo un giorno come un altro. Un giorno nel quale fare i conti con una crisi economica che sta diventando sempre più cronica per troppe famiglie. E nemmeno la tredicesima – per chi ha la fortuna di poterla riscuotere – potrà far fronte ai rincari. Insomma, si preannuncia un 25 dicembre con pochi regali sotto l’albero e con un cenone che non si distoglierà di molto dal pasto di tutti i giorni. E se vogliamo dare una dimensione all’impennata dei prezzi, basta pensare che gli aumenti dei generi alimentari tipici delle festività si aggireranno sui 20-30 euro in più rispetto all’anno scorso. Tra capitone, panettone e spumante, il Natale presenterà un conto che si aggira sui 175-190 euro. Un prezzo che in molti non saranno in grado di pagare. Aumenti per giunta ingiustificati, secondo le associazioni dei consumatori. Prendiamo ad esempio il più classico dei must natalizi, il panettone.
 
L’anno scorso i prezzi erano tendenzialmente livellati verso il basso. Ma quest’anno, con la scusante dell’aumento delle materie prime, la mazzata sarà assicurata. E questo nonostante che, su prodotti lavorati come appunto il panettone, i costi delle materie prime incidano per una percentuale ridicola sul costo finale. Rincari generalizzati Dicembre tempo di scartare i regali. Anche quello, non proprio gradito, degli aumenti che si sono trascinati per tutto l’anno e che adesso non si può più far finta di ignorare.
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Il debito pubblico n°1 PDF Stampa E-mail
 In Italia cresce a dismisura Debito pubblico. Definizione: Ammontare totale di moneta dovuto da uno stato alla sua popolazione, ad altri stati o a istituzioni internazionali, quali la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo. In Italia, il debito pubblico viene contratto a livello nazionale dal governo centrale e a livello locale dagli organi amministrativi regionali, provinciali e comunali. Il debito pubblico nazionale viene creato principalmente mediante l'emissione di prestiti fruttiferi (con pagamento di interessi) rappresentati da titoli, in particolare obbligazioni.
 
Storicamente, tali prestiti venivano contratti dagli stati soprattutto per raccogliere fondi destinati a condurre guerre o a finanziare opere pubbliche, cioè sostanzialmente per coprire spese straordinarie o investimenti pubblici. In epoche più recenti i governi sono ricorsi sempre più frequentemente al prestito anche per finanziare le spese ordinarie dello stato, o per cercare di migliorare le condizioni economiche combattendo la disoccupazione e la depressione; tali spese sono sempre più frequentemente in disavanzo (ossia non sono coperte da entrate), e vengono finanziate emettendo nuovi titoli, che accrescono ovviamente l'ammontare del debito. Non tutti concordano sull'opportunità di mantenere un debito pubblico elevato, che può risultare inflazionistico.
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Mutui alle stelle PDF Stampa E-mail

In Italia sono i più cari d’Europa.
 Dopo il caso dei mutui subprime in U.S.A. arriva in Europa l’onda di crisi per i finanziamenti immobiliari. Dopo la tempesta economica che ha investito gli Stati Uniti per i mutui subprime (vedi spazio nella pagina), le prime avvisaglie del problema , o comunque l’attenzione dell’opinione pubblica e dei mezzi di informazione su questo argomento sono sbarcati in Europa e nei prossimi mesi autunnali si aspettano gli sviluppi di quella che potrebbe essere definita “una crisi annunciata”.

Il primo allarme viene dalla Germania, dove nello scorso mese di agosto la fiducia dei consumatori ha fatto crollare l’indice di quasi un punto: dagli 8,5 del mese di luglio ai 7,6 che, secondo la società di ricerche di mercato Gfk, non solo rappresenta il primo ribasso in sei mesi, ma soprattutto è peggiore delle stime più pessimistiche degli analisti economici. Infatti, - si legge in una nota di agenzia tedesca- “la componente per le aspettative della congiuntura economica è scesa da 64,8 di luglio a 48,4 mentre le misure delle attese sui redditi è addirittura crollata da 27,9 punti a 9,2.” 

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