L’Alta moda e l’impegno sociale PDF Stampa E-mail
Santo VersaceSanto Versace si confessa: voglio essere utile al mio Paese Il re della moda scende in campo. Per fare come dice <un altro servizio militare, anzi un servizio civile che è la politica attiva a favore del suo Paese>. Santo Versace, presidente della Versace si candida in Calabria con Silvio Berlusconi e in questi giorni sta viaggiando per l'Italia, a contatto con le diverse realtà. Anche al nord, nonostante la sua missione che egli spiega con chiarezza estrema, resti il Mezzogiorno d'Italia, il suo Sud. E soprattutto la gente del sud, quella che è rimasta ancora alla propria terra e quella che, per necessità di vita e di famiglia è emigrata. La gente che incontra domenica mattina a Nichelino. E non solo. Santo Versace non nasconde le proprie origini, anzi è fierissimo dell'impronta socialista della propria famiglia. Dice:<Io sono e resto socialista> e poi spiega che ha scelto di candidarsi con Silvio Berlusconi perche gli è stato chiesto nella maniera giusta, e perchè condivide il programma del Popolo delle Libertà>
In effetti santo Versace la politica ce l'ha nel sangue fin da bambino.Uomo concreto (<non lascerei mai l'azienda, che è la mia vita>) Santo versace considera la politica una forma civica di carità, una capacità di mettersi al servizio della gente, di dedicare tempo, esperienza e capacità operative al bene comune. Parole antiche che hanno il sapore di una terra forte, caparbia. E onesta. Così quando gli si chiede se è stato l'arrivo del nuovo amministratore delegato Giancarlo Di Risio alla Versace, e alla ritrovata fantasia di Donatella, la scelta di dedicarsi alla politica attiva, risponde che <l'azienda resta la parte fondamentale della vita perché io sono il presidente e il fondatore della Versace>.
 
Un tuffo nel passato, allora, per conoscere meglio, e da vicino, questo personaggio dorato, anche se un po' schivo che siamo abituati a incontrare sulle riviste patinate, quella dove la moda trova la propria esaltazione. Scopriamo così che ha cominciato a lavorare da bimbo, a sei anni, con il padre che aveva un'attività: il commercio del carbone vegetale al dettaglio e all'ingrosso, unica fonte energetica che ci fosse allora in Calabria. <Vendevamo, spiega, il carbone a 36 lire il chilo e la tabellina del 36 che dal 36 al 360, non l'ho mai dimenticata: mezzo chilo, allora era 18 lire.
 
E io ero un bambino sempre sporco di carbone.> Una mano sulla fronte, quasi a fermare i ricordi e poi Santo Versace continua il suo racconto, spiega come l'evoluzione dell'economia portò anche all'evoluzione dell'azienda paterna che si allrgò all'edilizia. <E oggi, dice ancora - noi vestiamo case e alberghi dalla A alla Z con le linee Gianni Versace… Il resto della storia scorre veloce. Lo sport, la pallacanestro in particolare, la facoltà di economia e commercio, il primo lavoro in banca al Credito Italiano di Reggio Calabria e poi il militare, come ufficiale di cavalleria. Un flash, Santo ha fatto anche la guardia al Quirinale, ai tempi di Saragat. Il resto è storia nota, la scelta di seguire la fantasia, l'estro, la creatività di Gianni, l'ingresso nella moda, il succeso. E poi la tragedia, la morte - per mano di un assassino, a Miami - dell'adorato fratello. La politica da oggi è più ricca, di certo. Per cultura, forza. Ed educazione. Cose antiche, che ci onorano tutte.
 
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