Pianeta casa PDF Stampa E-mail

E’ auspicabile un tavolo allargato tra amministratori ed imprenditori edili per calmierare i prezzi
 E’ bene dirlo con forza: se non si arriverà al più presto ad un tavolo allargato dove siedano le istituzioni, intendendo con questo termine Comune, Provincia e Regione, gli imprenditori edili sia singolarmente sia attraverso le loro organizzazioni di categoria, i sindacati e le parti sociali, al fine di definire un vero progetto casa, l’emergenza abitativa continuerà a farsi sentire con forme e temiamo azioni di protesta, sempre più forti.

E’ indispensabile verificare in quali porzioni del territorio comunale, e il discorso vale per Torino e per tutti i piccoli, medi e grandi comuni della Provincia, si può edificare a prezzi accessibili valutando – di concerto con gli amministratori – misure a calmierare i prezzi dei terreni e a ridurre gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. A nostro parere occorrerebbe che i Comuni valutassero azioni di donazione di certe porzioni di territorio da destinare alla costruzione di civili abitazioni al fine di sottrarre al monte costi della casa, una delle voci più consistenti.

Parimenti, grazie anche ai contributi Cee che spesso vengono ignorati, si potrebbe far ricorso a nuove tecnologie costruttive al fine di migliorare gli standard di coibentazione e di risparmio energetico. Il risultato sarebbe quello di immettere sul mercato nuove costruzioni con standard decisi strategicamente e che tengano conto della ormai forte incidenza delle famiglie piccole e dei single, ad un prezzo accessibile. Perché ciò non si faccia, è facile capirlo e forse si giustifica nella logica del mercato tradizionale.

Ma l’emergenza che stiamo affrontando è tale da spingerci tutti verso un’innovazione, anche nella logica amministrativa e politica. I dati d’altra parte sono assai preoccupanti. E, senza andare a curiosare in paesi come gli Stati Uniti dove il problema mutui è esploso con incredibile virulenza imponendo al Governo Bush di varare provvedimenti di tutela nei confronti delle famiglie inadempienti e morose, a Torino la situazione dei contenziosi bancari sta diventando preoccupante e va a braccetto con la crisi degli affitti e con le richieste di assistenza rivolte da molti cittadini alle istituzioni. Come dire che, così come stanno le cose, non si può andare avanti. Serve uno slancio di fantasia, anche politica e si deve comprendere che – insieme all’emergenza sicurezza – esiste anche un’emergenza casa.
Da non trascurare.

 
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