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Mutui alle stelle
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In Italia sono i più cari d’Europa.
 Dopo il caso dei mutui subprime in U.S.A. arriva in Europa l’onda di crisi per i finanziamenti immobiliari. Dopo la tempesta economica che ha investito gli Stati Uniti per i mutui subprime (vedi spazio nella pagina), le prime avvisaglie del problema , o comunque l’attenzione dell’opinione pubblica e dei mezzi di informazione su questo argomento sono sbarcati in Europa e nei prossimi mesi autunnali si aspettano gli sviluppi di quella che potrebbe essere definita “una crisi annunciata”.

Il primo allarme viene dalla Germania, dove nello scorso mese di agosto la fiducia dei consumatori ha fatto crollare l’indice di quasi un punto: dagli 8,5 del mese di luglio ai 7,6 che, secondo la società di ricerche di mercato Gfk, non solo rappresenta il primo ribasso in sei mesi, ma soprattutto è peggiore delle stime più pessimistiche degli analisti economici. Infatti, - si legge in una nota di agenzia tedesca- “la componente per le aspettative della congiuntura economica è scesa da 64,8 di luglio a 48,4 mentre le misure delle attese sui redditi è addirittura crollata da 27,9 punti a 9,2.” 

E in Italia? Nella patria di Cicero pro domo sua il confronto fra dati di sicura attendibilità è molto difficile perché cambiano i criteri di elaborazione e valutazione in base alle interpretazioni a cui tali dati devono prestarsi.

Fra le poche certezze c’è comunque quella che i mutui in Italia sono i più cari e che lo stesso Governatore di Bankitalia Mario Draghi ha dichiarato che le nostre banche sono le più care d’Europa.

 Sono state le prime, per esempio, senza nessuna incertezza sul principio di “paga il cliente”, a ritoccare il costo del denaro sui mutui (e sulle altre forme di credito, dai prestiti ai fidi) contemporaneamente ai ritocchi che la Bce, la Banca Centrale Europea, ha operato nell’ultimo anno per ben cinque volte. Con un aumento di un quarto di punto al colpo, per un totale pari dunque all’ 1,25%.

Nessuna nuova invece, sul fronte opposto dei ritocchi ei tassi creditori, quelli pagati dalla banca sul denaro depositato. Nonostante lo scorso anno, il 4 luglio 2006, il decreto Bersani abbia introdotto il principio della simmetria: vale a dire che le banche possono variare i tassi seguendo la Bce, ma se lo fanno sul credito, devono farlo anche sul debito. L’associazione dei consumatori che segue i servizi finanziari, l’ Adusbef, ha fatto i conti in tasca alle banche che violando la regola sulla simmetria, hanno tenuto in cassa 5 milardi più del dovuto, sui 680 miliardi di depositi custoditi nei loro caveaux. Risultato: 104 esposti ad altrettante Procure, 72 banche denunciate.


 
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