I lavavetri della discordia PDF Stampa E-mail
Gara di visibilità fra i sindaci italiani a colpi di...spugna.
 Sergio Chiamparino va alla guerra e vara il suo piano “strade pulite”. Lo “sceriffo” di Palazzo Civico prende la scia del collega fiorentino padre del pugno duro contro i “vù lavà” e prepara l’offensiva contro i parcheggiatori abusivi.
L’amministrazione torinese, proprio per non essere seconda a nessuno, ha nel cassetto un giro di vite radicale che prevede telecamere e un’ordinanza nella quale si parla addirittura di arresto per chi cerca di estorcere danaro con la scusa di un posto auto.
<<Bisogna creare una cultura della legalità – ha dichiarato in un’intervista il primo cittadino torinese –, dopo aver lanciato un sasso nello stagno mediatico, ora dobbiamo fornire strumenti efficaci alla polizia locale>>

<<Sicuramente – ha continuato Chiamparino – è di sinistra far rispettare le regole a tutti, da chi parcheggia il Cayenne in seconda fila al grande evasore fiscale. L’ordinanza è un’aspirina, poi bisogna capire come curare a fondo la malattia>>.
Il Comune di Torino lascia così da parte le “soluzioni di propaganda” – come un assessore di area Ds ha etichettato l’ordinanza fiorentina – e decide, anche in seguito a un incontro con il Pm Andrea Padalino, di <<contrastare in modo ancora più deciso ed efficace i comportamenti molesti ed aggressivi ai danni dei cittadini e che rappresentano oggettivamente una minaccia per la città>>.
Parola dell’assessore alla Polizia Municipale Beppe Borgogno, che promette già <<entro settembre telecamere per presidiare le zone attorno a cimiteri e ospedali>>. Occhi elettronici che insomma vigileranno sui terreni di caccia esclusivi dei “cravattai della sosta”, vero e proprio flagello per gli automobilisti in cerca di un parcheggio.
E per rendere ancora più efficace la sua offensiva, Palazzo Civico sta preparando anche un’ordinanza specifica che riguarderà proprio le aree vicine a ospedali e cimiteri. <<Uno strumento – ha continuato Borgogno – che offrirà nuove possibilità di contrasto alla polizia municipale: che ci sia o meno la flagranza, scatterà la denuncia penale per l’estorsione. Le ordinanze generiche sono in sostanza inutili. Meglio concentrarsi sulle zone dove questi fenomeni sono più marcati>>.
Andrebbe quindi in soffitta il vecchio protocollo impiegato fin qui dai civich per la lotta all’abusivismo: niente più appostamenti per accertare l’estorsione, niente lungaggini di procedura che di fatto facevano il gioco di chi taglieggia i cittadini. Risolto poi il primo problema, il Comune potrebbe affrontare quello dei lavavetri.
 
<<Quella è una competenza del consiglio comunale>> ha ripetuto ancora una volta Borgogno, ma la strada che potrebbe essere percorsa è quella che porta a un ritocco dei regolamenti di polizia urbana. Nuove norme in materia di occupazione del suolo pubblico e dei cosiddetti “mestieri girovaghi”, tra i quali rientrerebbero appunto i lavavetri. In questo modo si potrebbero definire efficaci strumenti di controllo per la polizia locale e nuovi limite per le attività oggetto del regolamento. <<Il futuro – ha detto Chiamparino – è lavorare all’inserimento sociale di questi soggetti (i lavavetri, per l’appunto) anche attraverso accordi con i loro paesi>>.
 
L'OPINIONE DI... Guido Crosetto
 “Ora i curricula prevederanno esperienze ai semafori”. Assumere i lavavetri in quanto tali, così come proposto da Marco Boglione e come molti rappresentanti dell’intellighenzia torinese radicalchic hanno confermato di voler fare, “mi pare un’assurdità - commenta il coordinatore piemontese di Forza Italia Guido Crosetto - se servono persone assumano quelle di cui hanno bisogno. Altrimenti domani ne troviamo 10mila di lavavetri a Torino, diventa più comodo dell’ufficio di collocamento. Vorrà dire che consiglierò a tutti quelli che cercano un lavoro a Torino, di trovarsi preventivamente un semaforo all’ombra del quale potranno arricchire il loro curriculum in modo fondamentale”.
 
 
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