Del Piero rinnova PDF Stampa E-mail
 Non c’é tre senza quattro, anche a 33 anni Avrebbe davvero potuto la Juventus perdere la sua bandiera? Qualcuno l’ha veramente pensato? (forse no, ma a temerlo erano in tanti). Mentre il campionato procede secondo i piani societari, la trattativa per il rinnovo contrattuale di Alessandro Del Piero era ancora in stallo.
 
Certo, nessuno metteva in dubbio che alla fine “Pinturicchio” avrebbe pennellato la sua firma sotto le condizioni offerte della Vecchia Signora: un po’ come infilare la palla in rete dopo un’azione travolgente ed inaspettata delle sua. No, inaspettata, non è il termine giusto, questa firma la stavano aspettando in molti e da molto tempo.
 
Ma le dichiarazioni delle due parti non erano poi così diverse da quelle rilasciate un paio di mesi fa, all’inizio della querelle in salsa bianconera: “c'è stato un contatto con la società e a breve fisseremo un nuovo incontro”, aveva detto Stefano, il fratello-manager del capitano. “ Nell'ultima telefonata che ho avuto con Secco (il ds bianconero, ndr) – ha continuato - ci siamo scambiati buoni propositi e sono fiducioso”.
Anche la dirigenza bianconera era rimasta sulle sue posizioni, ribadendo a più riprese, per voce del presidente Coboldi Gigli e dell'ad Jean- Claude Blanc, “ Del Piero è un giocatore importante”. Belle parole che dovevano fare i conti però con le richieste non proprio concilianti del giocatore. Nonostante il 33esimo compleanno bussi alle porte, Del Piero ha chiesto alla Società un contratto da giocatore all’apice della carriera.
 
Roba da almeno 4 milioni a stagione per tre anni. Anche per questo, ai microfoni di Sky, Secco aveva ipotizzato: “c’è la possibilità che Del Piero possa lasciare la Juve a giugno, godendo dello status di giocatore svincolato e a parametro zero” E a questo punto, nella telenovela ha fatto capolino anche il Milan. Ancelotti, che lo ha allenato durante la sua sfortunata parentesi torinese, ha scombussolato un po’ i piani di tutti uscendo con una battuta tra il serio e il faceto: “Non mi dispiacerebbe vedere Del Piero in rossonero” Parole che subito smentite Galliani si è affrettato a smentire ( ma il danno era fatto): “Non rientra nei nostri piani. Ancelotti tempo fa ha fatto una battuta, ed era una battuta.
 
Lui si lascia andare ogni tanto e io a lui l'ho detto di stare attento alle battute. Potevamo avere Del Piero quando giocava nel Padova, ma era caro e lo ha preso la Juve. Gli è andata bene, visti poi i risultati. Eppure, l’ipotesi Milan pareva meno campata in aria di quanto possa sembrare oggi. Anche perché nessuno faceva mistero che il numero dieci non stava vivendo un periodo particolarmente felice nella sua lunga militanza in bianconero. L’arrivo di Ranieri ha fatto rivivere un “déja vu” della gestione Capello, attriti compresi. Basta guardare i 13 minuti di gioco concessi a Del Piero nella gara contro la Fiorentina, conditi per di più da una lunga serie di consigli tattici. Insomma, un trattamento da novellino appena arrivato in squadra. Senza parlare poi della mancata convocazione in Nazionale. “Mi spiace non far parte del gruppo azzurro” è stato il laconico commento apparso sul suo sito Internet. Ma la traduzione della frase per il popolo juventino era diversa e molto meno distaccata. Ora- pensavano in moltibisogna vedere se la solidarietà dimostrata dai suoi compagni di squadra sarà uno stimolo sufficientemente forte. “Con Del Piero ci siamo sentiti - aveva detto Gigi Buffon a Coverciano, dal ritiro azzurro - non è al top della felicità. Ma ricordiamo quanto ha dato”.
 
Quasi un epitaffio. Meglio Zambrotta: “Credo che Alex sia abbastanza grande per superare questo momento non facile – aveva dichiarato l’ex compagno di squadra -. Sono periodi che possono capitare nella carriera di un grande giocatore. Alessandro ne ha avuti altri, ma ne è sempre uscito” Parole che hanno portato fortuna: non solo a Del Piero, non solo alla Juve, ma al campionato ed al calcio italiano. L’accordo è raggiunto, pace fatta fino al 2010,( otto milioni di buoni motivi per non litigare più). La Juve guarda avanti, al Genova, ansioso di rovinare la festa per il ritorno del figliol prodigo, al ritorno di Zebina, dopo la lunga squalifica rimediata a Cagliari per il litigio con lo steward isolano, che non è valso un grande colpo di immagine al difensore transalpino. Insomma,in casa bianconera è un continuo ritorno di un figliol prodigo dopo l’altro. E il vitello grasso quale sarà?
 
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