| Ma com'e' che si parla solo di beppe grillo? |
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Forse perché conviene a tutti. Anche ai politici, che secondo me ringraziano i vari Santi che sia arrivato qualcosa a distrarci dalla loro inettitudine, visto che i terroristi ultimamente sono concentrati a riprendersi Iraq e Afghanistan, e nonostante i coraggiosi tentativi di Vespa & Mentana di spiegarci che le vere emergenze del paese sono il delitto di Garlasco e il testamento di Big Luciano, gli Italiani continuano a guardarsi attorno e a incazzarsi con chi dovrebbe FARE qualcosa. I partiti esistono in tutte le democrazie, e dove non ci sono, c'è qualcosa di peggio.
Si vogliono tagliare i costi? Basta pochissimo: - abolizione delle province (non ce ne accorgeremmo neppure). - limite minimo di 150.000 abitanti per municipio di circoscrizione (20 municipi a Roma hanno un senso, 10 municipi in città di 200.000 abitanti sono ridicoli...) - numero massimo di 3 persone per i cda di enti statali e parastatali - tetto massimo di introiti mensili per i parlamentari (così viene meno l'interesse a moltiplicare gli incarichi per moltiplicare le prebende); chi vuole fare di più, lo fa per senso civico! - Obbligo di pubblicazione e spiegazione dei bilanci dei comuni-così magari se una giunta riceve dei tagli nei contributi statali, e invece di tagliare auto blu e consulenze taglia insegnanti e posti letto negli ospedali, gli basterà spiegare che le auto sono più utili per sfuggire al linciaggio--- Basterebbe questo. Ma questo è il paese in cui una proposta ragionevole come i pre-pensionamenti per i dipendenti statali, e l'assunzione di forze fresche 1x3, viene bollata come demagogica e inattuabile. Non avremmo bisogno di partiti distrutti, ma di partiti così forti da portare avanti il programma! Lino G. |
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