Ho visto cose che... PDF Stampa E-mail

... voi umani non potete neppure immaginare. Cose al cui confronto le navi in  fiamme al largo dei bastioni di Orione e i raggi beta alle porte di Tanhauser  sono fuochi artificiali di paese.

Ho visto tragedie trasformate in talkshow,protagonisti di cronaca nera diventare testimonials di spot pubblicitari, o  designers di biancheria intima…

Ho visto attempati cantanti rock recitare  predicozzi insulsi come se fossero oracoli divini…
Dove? In televisione, nelle  ultime settimane.

Ho visto eredi di importanti Case Reali chiedere davanti alle  telecamere danni per 500 miliardi di lire alla Repubblica con serrate  argomentazioni ("tanto con quello che spendete per mantenere il governo…")

Ho  visto- e rivisto- un celebre comico rivolgere un breve ma preciso invito a  politici, ministri, giornalisti famosi di fronte a milioni di persone. Senza che  nessuno facesse una piega, anzi ridevano tutti. Roba che se le fa uno di noi ad  un vigile che ci ha fatto 50 euro di multa per una sosta di pochi secondi, ci  portano subito in centrale.

Ho visto "di tutto, di più" esattamente come mi era  stato promesso: reality show che durano ore per parlare di niente e senza  diventare nulla, efferati omicidi che diventano talkshow con tanto di  ricostruzioni, fotomontaggi, testimonianze recitate da speaker professionisti,  ipotesi e congetture formulate dai conduttori, dagli ospiti in studio. Non c'è  ancora il messaggino a pagamento per votare il colpevole, ma ci arriveremo.  Penso alle famiglie delle vittime, a quelle degli imputati, ai magistrati che  devono valutare i fatti con freddezza e senza interferenze. E che talora  diventano a loro volta spigliati protagonisti della scena televisiva.

 Penso a  You-Tube, alla IP tv fai da te: lo sport, con i filmati hard dei calciatori a  letto con la fidanzata del coach, l'istruzione, con i filmati sexy girati in  aula con la prof, i servizi sociali, con gli abusi sui disabili in diretta. Ho  visto tutto questo ed ho se non pianto, certamente rimpianto il periodo d'oro  dell'infanzia, del tutti a letto dopo Carosello,( che ha compiuto 50 anni da  poco, ma ne dimostra di più), delle pubblicità di Giò Condor e Calimero, della  lavatrice Candy e dell'amaro contro il logorìo della vita moderna.

Li ho rivisti  con gli occhi della memoria e non solo, perchè un fortunato colpo di zapping mi  ha sintonizzato su un programma dedicato a questo amarcord pubblicitario, con le  ingenue immagini in bianco e nero delle réclame del tempo che fu. Ho rivisto  l'uomo in ammollo e l'uomo con il martello della Plasmon.

Poi ho cambiato canale  ed ho visto lo stesso gigante buono dei biscotti. Trent'anni dopo. In un  servizio dedicato al suo rientro in Italia dopo una permanenza ultradecennale in  una prigione di un Paese lontano dove ha scontato, in condizioni indescrivibili,  una condanna per un traffico di droga andato male.

E ho capito che non è il  mondo ad essere peggiorato, ma il livello della comunicazione globale a farlo  sembrare tale. Buon Natale a tutti. Anche ai guru della comunicazione come  Oliviero Toscani che si inventano le magliette con gli auguri natalizi sopra le  offerte di prestazioni sessuali. Il giorno di Natale, fatemi un regalo:non  comunicatemi niente. A.M.

 
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