| Ciclisti, specie protetta |
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Sono un automobilista di Torino, costretto per lavoro ad attraversare spesso in auto la città. Oltre ai problemi di traffico per una viabilità assurda che ha sostituito il primato torinese della città italiana dalla pianta viaria più scorrevole con quello della sosta a pagamento più estesa a livello nazionale, mi sono accorto che esiste una categoria di intoccabili che circolano nel traffico cittadino in completa ed indisturbata anarchia. Che circolano contromano, sulle strisce pedonali, sui marciapiede, sotto i portici rischiando di travolgere anziani o disabili che escono dai negozi o dal portone di casa. Che passano col rosso, che guidano senza mani, magari telefonando e che non hanno mai, nel 99 per cento dei casi, le luci di segnalazione. Mi riferisco ai ciclisti, o comunque alla stragrande maggioranza dei rappresentanti di questa categoria anarchica che incontro per le vie della città. E mi chiedo perché io rischio sospensioni di patente e multe salate se non proteggo la mia incolumità con le cinture, o rispondo al telefono. Perché non pedalo? C'è qualcuno che ha visto mai un vigile urbano non dico multare, ma fare scendere un ciclista dal marciapiede, chiedergli come mai i fanalini non siano nemmeno previsti nella carrozzeria del suo veicolo? Se esiste, per favore, me lo faccia sapere.
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