Crosetto: “Noi, unica altrnativa alla sinistra” Ovviamente il mio è un giudizio positivo perchè secondo me Berlusconi interpreta esattamente il sentimento popolare: occorre solo che AN e l'UDC capiscano che occorre fare dei sacrifici, perché questo è un momento in cui tutti rinunciano a qualcosa. E' il momento di lanciare il cuore al di là dell'ostacolo ed invito tutti i nostri alleati a farlo. E poi questo incontro con Veltroni, è un incontro fatto non per avvicinarsi al PD, perché io penso che Forza Italia sia l'unica vera forza alternativa alla sinistra, l'unica grande forza in grado di contrapporsi ad essa.
Per questo motivo nessuno deve poter giudicare come un inciucio la nuova apertura manifestata in questi ultimi giorni: si tratta di un importante passo avanti verso il bipolarismo, anche se è più opportuno parlare di bipartitismo. Un passo non solo importante, ma essenziale per potere scrivere le regole. Per incontrarci prima possibile ed realizzare le condizioni necessarie per cui il Presidente della Repubblica non possa dire che manca la nuova legge elettorale. La legge che potrà consentire agli italiani la possibilità di mandare a casa il governo. A livello locale non cambia molto per quanto riguarda l'attuale status quo: non ci sono evidentemente le fratture con AN o con i nostri alleati che si sono verificate nel Governo del Paese. Io non ho litigato con Martinat, come è successo fra Fini e Berlusconi e le ripercussioni che mi auguro sono soltanto di carattere positivo e costruttivo. Per dirla in termini essenziali, che se ne vada finalmente questa Giunta regionale che ha combinato solo danni, perché la Bresso si è dimostrata peggio di Prodi.. Perchè qui in Piemonte la situazione è molto diversa ed il dialogo con la sinistra non è certo facile, anzi direi che non è proprio possibile. VIA A NUOVE REGOLE Maria Teresa Armosino
Non c'è pace per nessuno: l'on. Armosino è categorica e sembra quasi compiaciuta di annunciare che si è aperta una grande sfida che non dà certezze a nessuno. E' stata un'intuizione genialeprosegue - quella messa a punto da Berlusconi: un'iniziativa che, se realizzata, porterà finalmente al bipolarismo in Italia". Se? “Certo, è ancora un bel sogno nel cassetto e mancano ancora, per come la vedo io, una precisa impostazione ed un modus operandi, ma i presupposti ci sono perché si pensi ad un bel sogno non irrealizzabile”. Quello della Socialdemocrazia, come hanno titolato alcuni giornali nei giorni scorsi? “Io preferisco chiamarla liberal democrazia, se permettete: ad ogni modo, parliamo di un grande partito di centro destra in cui possano confluire moderati e liberali e si possa finalmente superare tutti i lacci ed i lacciuoli dei veti che hanno finora paralizzato gran parte della nostra attività politica”. E a livello locale, che cosa cambia, più spazio e maggiore attualità per i moderati piemontesi? “Se per moderati lei intende i fuoriusciti da Forza Italia, siamo in un'ottica diametralmente opposta a quello che è stato il principio alla base della mossa del Cavaliere, come la chiamate voi: che è stato quello di riunire, non frammentare ulteriormente le forze politiche. Per il resto, non cambia nulla: non ci sono elezioni in vista ed i programmi a livello territoriale non verranno modificati”. Tanto rumore per nulla? “Al contrario, siamo molto più avanti: via tutte le posizioni statiche dei partiti. Eliminiamo le vecchie regole e riscriviamo quelle nuove. Le pare poco?”
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BONSIGNORE Nuove regole Via i micropartiti
Innanzitutto secondo me è bene chiarire che nessuno del centro destra si propone di fare alleanze con la sinistra. Quello che si sta facendo è invece riscrivere l'aggiornamento delle regole, perché dobbiamo ricordarci una cosa importante: le regole che hanno governato l'Italia fino alla metà degli anni 90, sono state scritte da tutti insieme. I costituenti hanno scritto quelle regole in un'assemblea con la firma di tutti. Il primo Governo della Repubblica è stato un Governo in cui c'erano De Gasperi e Togliatti: c'erano comunisti, liberali e democristiani, tutti insieme. Certo da allora sono cambiate tante cose, ma le regole occorre sempre scriverle tutti insieme. Guai a decidere le regole a maggioranza. A maggioranza si governa, non si scrivono le regole. Ecco perché la nuova legge elettorale non può essere una legge fatta da due soli partiti. Deve essere una legge fatta, badi bene, da statisti per il bene del Paese e deve coinvolgere il maggior numero di Forze in Parlamento. Non può essere una legge che va bene a Forza Italia ed ai democratici. Sarebbe un errore gravissimo. Certo accontentare tutti è impossibile, in particolare i partiti minori: i micropartiti, i partiti familiari servono solo a chi li possiede.
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PARISI: Finalmente largo ai giovani
La prima sensazione a caldo, dopo il Patto politico e istituzionale tra Berlusconi e Veltroni, è di sollievo. Perché rompe quel clima di contrasti e di guerricciole politiche a Roma che si riflettono poi, con estrema negatività, sulla vita dei comuni, condizionandone il funzionamento, le finanze e la vita dei cittadini e delle imprese. Sul fallimento del Governo Prodi si è già detto tutto e di più, ma voglio aggiungere che i condizionamenti della sinistra più radicale hanno imposto un freno intollerabile allo sviluppo delle nostre collettività. Serviva una riforma, a livello di grande politica, per ridare fiducia e per fare chiarezza sulle riforme. Devo dire che apprezzo il sistema ideato dal costituzionalista Vassalli, sistema gradito ai due leaders dei maggiori partiti, anche per quegli indirizzi sui regolamenti parlamentari che sono tesi a creare una corsia preferenziale per i decreti dei futuri Governi. Chi vive intensamente la politica locale sa quanto sia importante, di fronte alle emergenze, ottenere provvedimenti in tempi strettissimi, senza inutili vincoli burocratici. E non mi riferisco soltanto ad eventi calamitosi ( certi comuni stanno ancora aspettando liquidazioni di inondazioni e nubifragi che datano anni e anni addietro), ma anche alla sicurezza, alle grandi infrastrutture che limitano e rallentano lo sviluppo dei nostri comuni, della Provincia di Torino (vedi Tav) e della Regione, al recupero delle aree indispensabili allo sviluppo delle politiche per la casa anche al fine di calmierare i prezzi dei terreni nella stesura dei singoli piani regolatori. Un quadro di insieme, quello offerto dal Patto tra Berlusconi e Veltroni che di fatto ritengo possa dare nuova linfa e nuovi impulsi anche a Forza Italia che è, e resterà, il cuore pulsante del nuovo soggetto politico studiato e attuato dal nostro Presidente. Certo occorrerà il dialogo e il confronto. Ma ritengo serva soprattutto l'entusiasmo che io personalmente provo quando sento parlare di priorità verso i giovani nella politica in un clima di rinnovamento dei quadri che non può che essere in linea con il futuro disegnato dal Cavaliere. | |