Aspettando il Bahrein PDF Stampa E-mail
 Raikkonen e Hamilton, sfida all’ultima pole Semaforo verde, pronti, partenza, via. Il campionato del mondo di Formula 1 riparte da dove l'avevamo lasciato quasi sei mesi fa in Brasile. Con la stessa, acerrima, rivalità tra Ferrari e McLaren e con ben poche variabili che fin d'ora si candidano a interrompere questo duopolio.
Perché se è vero che le Frecce d'Argento hanno interrotto consensualmente la tormentata relazione con il due volte iridato Fernando Alonso, quest'ultimo non sembra avere molte chances di riconfermarsi al volante di una Renault ben lontana dalle prestazioni dei tempi d'oro. E d'altro canto, le varie Bmw, Toyota e Red Bull - per quanto si è visto in questi primi due Gp - sembrano confermarsi nel ruolo di comprimari di lusso con tante ambizioni ma poche reali possibilità di puntare al titolo.
Quindi sarà ancora Maranello contro Woking, Raikkonen contro Hamilton, in un balletto che vuole anche essere la "bella copia" della stagione avvelenata dalla spy-story che ha fatto perdere la faccia - e un bel gruzzoletto da 100 milioni di dollari - a Ron Dennis e C. Restano da definire un paio di aspetti, soprattutto in casa ferrarista.
Lasciando per un attimo da parte le alchimie imposte dalla federazione per cercare di mettere un freno all'elettronica dilagante, il muretto del Cavallino quest'anno dovrà far meno della figura che per 15 anni ha accompagnato i suoi successi, quel Jean Todt che nella prima settimana della stagione ha deciso di lasciare la squadra corse per godersi qualcosa che assomiglia a una dorata pensione. Il vecchio timoniere passa la mano e lascia la tolda del comando al rampante Stefano Domenicali, che già da qualche anno aspettava di fare il grande salto.
È comunque quanto meno ottimistico sperare che un addio così epocale non possa trascinare con sé altri cambiamenti, disegnando un nuovo assetto all'interno della squadra. E il primo potrebbe toccare proprio il "ventre molle" di questa Ferrari 2008, quel Felipe Massa che per adesso ha fatto più disastri che altro. Certo non basta la pole conquistata a mani basse in Malesia a cancellare il doppio zero incassato per ritiro nelle prime due gare della stagione. Segno che Massa è sempre più nervoso e sempre peggio sopporta la rivalità casalinga con il ben più costante campione del mondo in carica Kimi Raikkonen .
 
Sarà per caso che il buon Felipe è alla Ferrari anche perché è il figlioccio prediletto del partente Todt? E che adesso che il suo potente padrino veleggia per altri lidi tante certezze stanno venendo meno? Magari si tratta solo di errori dettati dalla scarsa conoscenza della nuova macchina spogliata dell'elettronica, ma il dubbio rimane. Il pericolo, adesso, è che dopo i fratelli-coltelli Luis e Fernando, il circus si arricchisca di due nuovi Caino e Abele, questa volta con le divise rosse della Ferrari. Dovrà essere la scuderia, e il nuovo direttore Domenicali in primis, a ricucire sul nascere questo strappo. Altrimenti saranno dolori per tutti, e la prima curva del Gp di Malesia potrebbe essere solo un assaggio di quello che attende il Cavallino nelle gare a venire. Per questo, un futuro in rosso per i vari Alonso o Vettel potrebbe esser tutt'altro che fanta- Formula 1. Massa ha sì un contratto che lo lega con Maranello fino al 2010. Ma da quando le carte hanno un valore nel dorato mondo dei motori?
 
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